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LA REPUBBLICA CECA NELL'UNIONE EUROPEA
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Dal 1° Maggio 2004 la Repubblica Ceca e membro dell’Unione
Europea
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L’ingresso
della Rep.Ceca nella UE ha prodotto alcuni immediati cambiamenti,
per adesso piu formali che sostanziali, relativamente al movimento
di beni, merci e persone:
- Abolizione
dei controlli doganali, dei dazi protezionistici e adeguamento
delle norme che regolano lo scambio delle merci alla normativa
europea. Per certe merci il dazio e stato pero sostituito
dall’accisa, sistema che rende per certi aspetti piu complicato
di prima, soprattutto a causa di una notevole disorganizzazione
iniziale, la spedizione dall’Italia alla Rep.Ceca di alcune
merci come per es. il vino, non ostante che goda di accisa
zero;
- Per passare
la frontiera non é piu necessario il passaporto né il visto
d’ingresso, precedentemente indispensabile per soggiorni
superiori ai tre mesi ma basta la carta d’identita. Tuttavia,
almeno per i prossimi due anni, non essendo ancora entrato
in vigore l’accordo di Shenghen, i controlli della polizia
di frontiera rimarrano;
- Sempre per
i prossimi due anni almeno, l’accesso al mercato del lavoro
italiano, almeno quello dipendente, sara sottoposto ad alcune
limitazioni. Il Governo Italiano ha infatti stabilito a
livello nazionale, un limite annuo di 20.000 unita al numero
complessivo di cittadini provenienti dai paesi neo-comunitari
che aspirino a lavorare in Italia. In pratica, per ottenere
dalle autorita di polizia, un permesso di soggiorno, comunque
necessario per una permanenza in Italia superiore ai tre
mesi, non sara sufficiente ottenere un regolare contratto
di lavoro ma dovra essere richiesta, alla Direzione Provinciale
del Lavoro, con un modulo reperibile sul sito www.welfare.gov.it,
la preventiva autorizzazione al lavoro che verra concessa
solo se per quell’anno le richieste non abbiano superato
a livello nazionale la quota stabilita dal governo. Non
esistono invece restrizioni, salvo l’obbligo di richiedere
il permesso di soggiorno, per chi intenda esercitare una
libera professione se non quelle, diverse da professione
a professione, previste per gli stessi cittadini italiani;
- Coloro che
per motivi di studio vogliano rimanere in Italia per meno
di tre mesi, non devono, né possono, chiedere il permesso
di soggiorno: conseguentemente non possono neanche lavorare
legalmente. Solo chi rimanga per un periodo piu lungo, potra
ottenere il permesso di soggiorno per motivi di studio e
quindi avere diritto, come gli stessi studenti italiani,
ad un contratto di lavoro part-time, fino ad un massimo
di venti ore alla settimana, per mantenersi agli studi;
- Una volta
ottenuto il permesso di soggiorno, sia per motivi di studio
che per motivi di lavoro, sara automaticamente possibile
richiedere l’iscrizione all’Assistenza Sanitaria Nazionale
Italiana e scegliere un proprio medico di base, senza dover
pagare niente se non i ticket per le prestazioni utilizzate,
al pari degli stessi cittadini italiani;
- Nulla e
cambiato invece per la patente di guida valida, come era
del resto anche prima dell’ingresso della Rep.Ceca nella
UE, se accompagnata da quella internazionale, fino ad un
anno dopo che un cittadino ceco sia eventualmente diventato
residente in Italia: successivamente dovra essere convertita
in patente italiana senza comunque dover rifare l’esame;
- Le donne
ceche residenti all’estero potranno non utilizzare piu il
suffisso “ova” alla fine del cognome. Lo stesso varra per
le straniere cittadine ceche.
l’Associazione
sara lieta di rispondere, nei limiti del possibile, ad ulteriori
e piu specifici quesiti.
Vi
segnaliamo alcune notizie interessanti sull’ingresso della
Rep.Ceca nella UE:
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